sabato 29 marzo 2008

Politometro: il vittimismo di Boselli

In effetti, sì. Culturalmente, quella è la mia famiglia: il socialismo liberale. E avrebbe potuto essere anche la mia collocazione politica. Avrebbe potuto! Se non fosse che, per opportunismo o per debolezza della leadership, il partito di Boselli ha rinunciato a stroncare ogni folle nostalgia di revanchismo craxiano – come la saggezza imponeva –, preferendo tenersi alcuni nomi che simboleggiano il peggio di un’epoca segnata dall’affarismo e dall’incosciente competizione a sinistra.

Avrebbe potuto essere la mia collocazione politica. Se non fosse che un partito socialista che corre da solo contrapponendosi indistintamente tanto al PDL quanto al PD è un assurdo per il quale una persona seria dovrebbe provare almeno un minimo di vergogna e domandarsi se per caso non stia servendo il demone dell’orgoglio anziché il bene del Paese. Poteva essere la mia collocazione politica. Se non fosse che il masochistico vittimismo di cui Boselli non si stanca di dare prova nei salotti televisivi, sprecando il tempo a rinfacciare ai conduttori di non invitarlo quanto a lui piacerebbe, è il segno più triste e plateale che quella che è stata una grande forza del passato ha ormai definitivamente perso la sua funzione storica e, più in generale, il senso della Storia.

Quella poteva essere la mia collocazione politica più congeniale. Poteva esserlo. Se, anziché dare prova di una rivoltante litigiosità interna e perdere tempo nel vagheggiamento di una Costituente sempre procrastinata, il partito socialista avesse invece scelto fin da subito di coprire lo spazio che con la nascita del partito di Veltroni si apriva a sinistra e, riconoscendo al PD quel ruolo guida che solo un partito di massa può avere, avesse assolto una funzione critica al suo fianco, che è poi l'unica funzione assennata che un partito d’opinione può assolvere.

Per queste ragioni e per un’altra non meno importante – voglio un parlamento semplificato e un esecutivo con pochi partiti – voterò invece PD. E ciò malgrado mi senta distante dal kennedysmo veltroniano.

19 commenti:

mikecas ha detto...

condivido parola per parola la tua analisi....
e credo che finiro' per seguire anche la tua decisione di voto, anche se io avevo qualche speranza nella formazione di un partito socialdemocratico attorno alla SD piuttosto che al PSI, troppo pieno di vecchi tromboni.....
ma anche la mia speranza sembra disillusa

Pietro_d ha detto...

condivido!

Arzyncampo ha detto...

Cosa vuoi che ti dica, ognuno di noi è libero di sbagliare. Certo, condivido tutti i tuoi dubbi e potrei aggiungerne altri. Ma finché non ci si mette direttamente in gioco non cambierà mai nulla. Per Boselli, non dimenticarlo, sarebbe stato semplicissimo concordare 7 o 8 posti in Parlamento (compreso il suo) e sparire come Partito restando un semplice movimento d'opinione. Per questo, nonostante i tanti suoi limiti, con tutti i distinguo del caso sono tornato sotto le bandiere del Partito. Con una prospettiva chiara: costruire la Sinistra oltre il Pd, una sinistra cioè che non può essere monopolio delle nostalgie comuniste di Bertinotti.

Anonimo ha detto...

Resta immutato il problema di creare un partito socialista OLTRE il Pd, che tutto è fuorchè un partito socialdemocratico.
Quindi votare Pd? no grazie
A Napoli, peraltro, è una follia anche per il malgoverno bassoliniano.

Giuseppe Gallo ha detto...

Arzyncampo ha ragione a proporre un problema di prospettiva. Io risponderei con una domanda. E' importante tenere in vita un partito o è importante tenere in vita l'idea del socialismo liberale?

Boselli risponde il partito. Ma, in realtà, ne ha già fissato il funerale, perché è chiaro che su questi basi i socialisti in quanto gruppo non entreranno in parlamento.

Io rispondo che certe idee sono più forti delle persone che le incarnano. E, se non è possibile servirle nel partito che ad esse si richiama, si può continuare a farlo in quello più vicino.

Il PD ha tanti limiti (e in passato su queste pagine l'ho criticato aspramente). Ma ha un vantaggio: è un partito di massa, può accettare che i socialisti si organizzino al suo interno.

Anonimo ha detto...

Appunto, caro Gallo. Franceschini, Rutelli, Di Pietro & soci hanno ucciso i socialisti (compresi quelli sani) ma non sono riusciti ad assassinare l'idea che era in loro.Come Matteotti ai fascisti:
«uccidete pure me, ma l'idea che è in me non l'ucciderete mai». .
La tua convinzione e di altri secondo cui è possibile sviluppare programmi e valori socialisti nel PD è pura illusione. Con personaggi come Binetti,Carra, Fioroni, Castagnetti, Franceschini (che definisce i socialisti "rompicoglioni"),Rutelli che diceva l'anno scorso "il socialismo europeo è un cane morto"), Di Pietro ecc ecc., il socialismo democratico di stampo europeo n Italia non sorgerà MAI.
D'altronde, e questo è il secondo abbaglio dei piddini sinceri, il PD è non è un partito di massa, ma un conglomerato elettorale ovvero un partito Frankestein.

Giuseppe Gallo ha detto...

Caro Anonimo, se non ci proviamo, l'alternativa è scomparire. Nel prossimo parlamento non ci sarà un gruppo socialista. Questo è il dato di fatto. E la colpa non è degli altri che sono stati "cattivi" con chi crede ancora nel socialismo europeo. La colpa è di chi in quella grande tradizione continua a crederci ma si dimostra incapace di prendere l'iniziativa.

Su un punto devo chiarire: io speravo che gli ex comunisti evolvessero verso una SPD italiana (lo speravo già negli anni Ottanta). Quello mi sembrava lo sviluppo più coerente. Non è andata così. Ma questo non giustifica un ripiegamento da parte nostra nel settarsimo. Non ha senso.

Se non cerchiamo il dialogo a tutti i costi con gli altri riformisti (come ha fatto coerentemente la Bonino), che ce ne facciamo dei grandi ideali? Ci accontentiamo di fare le anime belle o vogliamo incidere sulla realtà?

cariuli ha detto...

Proprio per le ragioni di cui parli, non si può votare PD. Il voto socialista è quello più coerente. Craxi fa parte della storia socialista di questo paese, con tutti i suoi errori politici e morali. Dovresti riconoscere che il PSocialista ha pagato tutto quello che c'era da pagare, ma con dignità si presenta davanti agli elettori senza accettare l'elemosina di qualche posto in lista con il PD. Tu non lo avresti votato comunque, le tue critiche ti servono come alibi, altrimenti riusciresti a vedere i legami tra PD e criminalità nelle regioni del sud, tra PD e potentati economici legati agli appalti per gestire la sanità italiana, ecc. ecc. Comunque rispetto la tua posizione.

Giuseppe Gallo ha detto...

No, Cariuli, puoi andare a controllare quello che in settembre e in ottobre ho scritto sul PD. Non mi sembra proprio di essere stato tenero. Anzi.

D'altra parte, sono oltre trent'anni che sostengo ideali liberalsocialisti, e ho pensato che dopo l'89 si potesse ricostituire un partito Socialista europeo, in cui confluissero ex comunisti ed ex psi. Era una strada logica. No?

Il settarismo di una parte e dell'altra lo ha impedito. Mi dispiace. Ma, mentre il PCI-PDS-DS ha avuto un'evoluzione (discutibilissima, ma l'ha avuta), lo stesso purtroppo non può dirsi del PSI. E' rimasto fermo. Non ha preso iniziative. Addirittura si è diviso, è saltellato da una parte all'altra dell'arco parlamentare. E ora, anziché cogliere l'opportunità di riunirsi alla famiglia riformista (come sarebbe nell'ordine delle cose), sceglie di incamminarsi verso il suicidio politico. Questo è inconcepibile. Io non ci sto.

E faccio l'unica cosa per me possibile: mi metto a disposizione per contribuire a tenere viva una prospettiva liberasocialista nel contenitore che rimane. L'alternativa è la scomparsa di questa tradizione: socialista, laica, liberale.

simona tomaro ha detto...

Al tuo posto avrei argomentato in modo diverso il voto al PD.
La tua giustificazione è un po' ipocrita. Non ti vergognare di votare PD. Fallo a testa alta!!

A proposito, domani i socialisti protesteranno davanti alla RAI perché non vengono invitati nei salotti della TV. Boselli, pur essendo il nostro candidato premier, non è mai stato invitato nel programma di Santoro e di Lucia Annunziata.
Infine, non si capisce perché Boselli può fare "faccia a faccia" solo con la Santanché, mentre gli è impedito di confrontarsi con Veltroni e Berlusconi.

Mi spieghi perché il quotidiano "Il Messaggero" riporta le dichiarazioni di tutti i candidati sindaco, meno quelle del socialista Franco Grillini?

Mi spieghi come funziona 'sta par condicio?
Ma soprattutto, mi spieghi perché vi dà tanto fastidio la presenza dei socialisti (al punto da auspicarne la scomparsa)? di cosa avete paura?

Giuseppe Gallo ha detto...

Simona, io non mi vergogno del mio voto. Al contrario. E' un voto meditato a lungo. E assolutamente non ideologico. L'atteggiamento critico è un valore, non un difetto, per me.

Tanto meno auspico la scomparsa del socialismo. E' tutto l'opposto. Mi batto per tenerlo in vita.

Boselli domani protesta di fronte alla RAI? Mi dispiace. Insiste con il vittimismo. Pazienza. Io gli consiglierei invece di produrre iniziative e idee. Vedrà che i giornali ne daranno notizia (sono un giornalista anch'io).

Quanto a Grillini, vale lo stesso discorso fatto a livello nazionale. Che cosa diamine ci fanno i socialisti da soli? Questa è la follia. Il loro posto è all'interno della famiglia riformista, non in contrapposizione a essa.

MattBeck ha detto...

I socialisti in questo Paese sono un mistero politologico affascinante: invece di prendere le distanze da ladri e corrotti che hannp distrutto ed insozzato una delle più antiche e preziose tradizioni politologiche italiane, si sono alleati con la destra per vendicarsi di pretesi complotti comunisti e di magistrati che facevano semplicemente il loro dovere (beata l'ora).

Adesso, Boselli, che si è completamente disenteressato della RnP non appena fondata, piange e si dispera.
Io spero con tutto il cuore che possa rinascere un vero, serio partito socialista: i veri socialisti non mancano, mancano le condizioni (pare) perché nasca un partito che li rappresenti

Giuseppe Gallo ha detto...

Caro MattBeck, dissento con te solo sull'ultima frase: a mio avviso, le condizioni storiche per un ricongiungimento delle diverse tradizioni riformistiche di area socialista ci sono tutte. Non ci sono più scuse. E' questo che motiva il mio sfogo.

Durante la Guerra Fredda era la Storia a bloccare lo sviluppo della democrazia in Italia. Questa volta no, è la cecità politica di alcuni uomini.

simona tomaro ha detto...

Giuseppe, ma che dici!!
C'è tanta gente che produce idee, eppure non riesce ad arrivare neanche al giornaletto locale...
Vorresti, forse, dirmi che in Italia abbiamo il giornalismo libero? Che fai mi racconti una favola prima di andare a letto? :D

Abbiamo deciso di correre da soli perché ci è stato chiesto di scioglierci e di entrare nella lista del PD. Mi spieghi perché dovevamo rinunciare al nostro simbolo? Ti ripeto la domanda: a chi fanno paura i socialisti?
Avete forse paura di perdere contro Berlusconi per un pugno di voti?

Giuseppe Gallo ha detto...

Simona, appunto quello è il vittimismo, la tendenza a scaricare tutte le colpe sugli altri: i giornali, le tv, i possibili alleati... Boselli ha scelto questa strada? Amen. In parlamento non avremo un gruppo socialista. Pazienza.

L'ho già detto: certe idee sono più forti della debolezza delle persone che le sostengono. L'idea di un socialismo liberale, laico ed europeo può sopravvivere comunque. Io mi batto per questo e ho deciso di farlo all'interno di un'altra forza politica.

Però non ammetto scuse. Non si può dire "abbiamo deciso di correre da soli perché ci è stato chiesto di scioglierci". Questo non è lecito. Un minuto dopo che Veltroni ha detto "corriamo da soli", Boselli aveva il dovere di rispondergli: no, corriamo insieme. Un socialista ragiona in questo modo, fa di tutto per trovare l'intesa. Lo hanno fatto Di Pietro e la Bonino. Non si capisce perché non dovesse farlo l'alleato naturale.

Anellidifumo ha detto...

Ciao, scusa ma dissento. Boselli aveva intenzione di allearsi col PD nei modi in cui l'ha fatto IDV. Gli è stato detto di no e gli è stato detto: fondetevi nel PD e rinunciate al vostro programma e al vostro simbolo. Boselli ha detto naturalmente di no e ha fatto la proposta uguale e contraria a Veltroni: fondetevi voi nel PS e rinunciate a programma e simbolo. Veltroni ha risposto di no.

A me il revanchismo craxiano puzza di marcio. Non lo posso vedere né sentire e se mi accorgo che il PS va in quella direzione, non lo voto. Ma Boselli non è Giuliano Amato e su Craxi ha sempre avuto una posizione ben più critica di quella di Amato. Non a caso era Amato a fare il presidente del Consiglio al posto di Craxi, nel 1993. Oggi Amato (assieme a Manca, Signorile, Del Turco e diversi altri fedelissimi craxiani) sono nel PD e tu votando per il PD voti anche per loro. Oltre che per le Binetti, i Calearo, le Madia, i Colaninno.

Molti altri craxiani duri e puri sono nel PDL: Cicchitto, Stefania Craxi, Brunetta e la lista potrebbe continuare.

Morale: sono d'accordo con le tue categorie ma non vedo onestamente come un socialista liberale possa votare per il PD o per il PDL oggi.

Avere tanti voti non significa essere automaticamente nel giusto, spero di non dovertelo ricordare. Mussolini e Hitler arrivarono al potere perché avevano tantissimi voti, eppure il loro progetto politico era un abominio. Il PD presenta nelle sue liste personaggi che ovunque al mondo sarebbero parte di un partito conservatore, non del partito progressista, e presto saranno cacciati dalla Internazionale Socialista e dal PSE, dovo sono entrati buoni ultimi, e proprio grazie al vecchio PSI.

Come vedi ti ho dato dei fatti, più che delle mie opinioni, sulle quali riflettere. Poi se pensi che comunque il PD sia preferibile al PS, che dirti? Almeno ci siamo spiegati.

Anonimo ha detto...

Io votero Socialista, senza se e senza ma!
Perchè ritengo il PD un accozzaglia indistinta, perchè non ha riferimenti Europei, perchè in Italia c'è bisogno dei socialisti

Giuseppe Gallo ha detto...

Anellidifumo, io ho una completa stima di Boselli e ne condivido gli ideali politici. E' per questo che mi arrabbio. Perché pensavo che potesse dare vita a quella forza critica di cui il riformismo italiano ha bisogno.

I socialisti liberali italiani oggi possono fare questo. Non di più. Siamo minoranza: una minoranza politica e una minoranza culturale. E' inutile presentare un candidato premier o sindaco come se avessimo la forza elettorale per guidare il Paese. Questo vuol dire non avere il senso della misura.

Possiamo però mettere a disposizione il nostro realismo a chi ha i numeri per candidarsi a governare (sì, il metodo della democrazia si basa sulla conta dei voti, anche se certo non è detto che chi vince sia "nel giusto").

Ma il socialismo liberale non è proprietà di questo o di quell'altro. Non mi stancherò mai di ripeterlo: il socialismo liberale è un'espressione dell'Occidente, disponibile a tutti. Perciò lo si può sostenere "accanto" o "dentro" il PD (così come un tempo lo si poteva sostenere dentro il PSI o dentro il PCI).

Perché dovremmo temere di dialogare con la Binetti o Colaninno? Da quando in qua ci spaventa il confronto? Siamo sempre scesi a compromessi con i cattolici e con gli imprenditori. Di punto in bianco dovremmo vedere in essi dei mostri? Mi sembra una stupidaggine.

Ma il punto è più generale. Non possiamo contrapporci all'altra grande forza del riformismo italiano. Questo è insensato. Il riformismo va riunito, non diviso. Solo a parole Boselli aveva intenzione di allearsi al PD. Nei fatti, non ha nemmeno iniziato a trattare, ha preferito appunto servire l'orgoglio di parte (il simbolo!). Il risultato è l'uscita dal parlamento. Bel successo!

Che fare? Poco in questi giorni. Dopo le elezioni, il partito socialista farà i suoi conti, probabilmente ci saranno delle dimissioni. Vedremo. Certo, coloro che hanno a cuore il socialismo liberale (in qualunque fronte hanno scelto di dare il loro contribuito) farebbero bene ad aprire dei luoghi di dibattito, per capire quali strumenti politici e culturali abbiamo a disposizione per incidere sulla realtà.

Anellidifumo ha detto...

Beh io non ero presente alle contrattazioni tra Boselli e Veltroni e non essendo Boselli non so se quello che lui dice è ciò che è accaduto.

Di certo siamo d'accordo, tu e io, su una cosa: il socialismo non può giocare la carta del doppio frontismo, contro il PDL e contro il PD. Mi ha molto rattristato vedere la manifestazione del PS contro Santoro, anziché contro il poco spazio che la RAI offre al partito. Prendersela con una sola persona è sbagliato sempre, prendersela poi con Santoro, visto quello che ha passato e gli ottimi servizi giornalistici che fa, è triplamente sballato. Non dico che sia perfetto: se è vero che in 75 puntate non ha mai invitato Boselli ha sbagliato, ma la protesta andava indirizzata contro l'ente RAI, non contro di lui come se fosse l'unico responsabile.

Le dimissioni? Mah, vediamo. Se il PS non entra in Parlamento, penso che Boselli si dimetterà. Ma se il partito lo prendono i craxiani finirò nella Sinistra Arcobaleno, se non si sarà sciolta pure quella...

Di certo sappiamo che dopo aver perso Veltroni non si dimetterà.

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